Sonntag, 30. August 2009

Hamletfabrik I a Roma ( csoa Forte Prenestino) vedi anche: http:hamletfabrik.blogspot.com

Hamletfabrik I a Roma ( csoa Forte Prenestino) vedi anche: http:hamletfabrik.blogspot.com

L’atterraggio
Molte esperienze abbiamo vissuto
In una città che si chiama Roma e che anche così appare
Ma che poi si è fatta sentire altra quando eravamo lì e lì siamo rimasti
In un luogo dietro porte chiuse - 8 giorni -
E come noi abbiamo scritto e resistito ai bagni chimici
E abbiamo sopportato
Ed eravamo tutti felici
E a casa siamo tornati
E ora sappiamo
Something is rotten in this age of hope
E gridiamo anche forte
Vivere senza speranza e senza diperazione
E grande è stato
E folle anche
Comunque teatro
Uwe Schmieder 12 Agosto 2009

Il GRIDO 1
Chi quando sono io
Cosa quando posso io
Dove quando dovrei io
Perché quando devo io
Verso dove quando vado io gridando
I fantasmi dietro la fronte
poi nel silenzio
Dolore prima o poi ora
Calma e vuoto principalmente
Assillante tempo vuoto io
Inizio a pensare a me
Devo gridare fuori il passato
E voglio sognare
Non avere più il permesso per ascoltare
Andare nel buio
Nuove immagini nel mio cervello
Di altro volere e lavorare
Incessante dentro al mattino
Ma restano sogni senza lavoro
Tacere sull’utopia l’ultimo
teatro è un’invenzione dei terrestri
Aug 09 ; Uwe Schmieder


Maschinenarbeit
Lavoro di macchine
Nella testa quando io
inizio a pensare attraverso di me
non la smette più
Immagini lavorano nel giorno
La notte nei sogni
io non vado nel freddo bagnato
Oh FORTE PRENESTINO
Uwe Schmieder, 2009


Le PERFORMANCES al Forte Prenestino a Roma

“Una apocalittica favola estiva di macchine in 37 scene con Bla Bla e silenzi cosmici” ovvero
“il non proprio casuale atterraggio delle aliene Opheli- e Hamletmaschinen a Roma dai terrestri indigeni abitanti del Forte Prenestino” da H. Müller

Luogo: Forte Prenestino a Roma: Data: 10 Agosto 2009
Orario: 22. 15 Uhr

PROLOGO strano fragore con atterraggio violento (“The Nofears”)
36 stranieri raggiungono la porta del teatro del Forte Predestino a Roma”
poi silenzio co(s)mico* (*laddove comico è da intendersi come strano più che come divertente)
SCENA 1 “Un paesaggio fra steppa e savana”
Primo incontri degli alieni con gli indigeni terrestri attraverso una guida italiana
SCENA 2”Qui parla elettra, nel cuore delle tenebre sotto al sole della tortura” La Ophelia/Elektra aliena viene risvegliata attraverso un rituale, scivola fuori dall’uovo di carta e merda per dire a tutti un qualcosa di saggio nel
Silenzio cosmico II
SCENA 3 “La ricognizione”
Il coro degli alieni si dirige sul palco-UFO e fa i primi test sul terreno terrestre
SCENA 4 “Il rilievo di saluto a bordo scena”
La prima foto di arrivo per “L’album di famiglia” è scattata nel silenzio cosmico III
SCENA 5 “Io sono - in Europa - Blabla”
CORO degli alieni trasmette il messaggio pacifico del suo eroe poeta Heiner Müller in chiusura un suono molto sacrale
SCENA 6 “Il cauto movimento nel luogo da luogo a luogo”
Il CORO degli alieni lascia a poco a poco il luogo dell’atterraggio
SCENA 7 “Una coppia - Amleto 29 anni - Ofelia 29 anni”
La conquista di nuovi punti di vista
SCENA 8 “Il primo contatto”
L’occupante terrestre “Fabio” racconta
SCENA 9 “La visione e la canzone Song from Plan of this World“
Gli alieni cantano in modo bello della fine del mondo e di un piano a seguire
SCENA 10 “Forse il sole sta sempre lì per l’eternità”
Silenzio molto co(s)mico IV
SCENA 11 “Il Io ero Amleto Io - Coro”
Gli alieni porgono ai terrerstri la mano e vogliono comunicare con loro in silenzio molto, molto cosmico V
SCENA 12 “Grappolo d’uva umana sotto ombrelli con in chiusura morte teatrale” La fine dell’inizio
SCENA 13 “Grido teatrale”
Il grido
SCENA 14 “Im Good Hamlet Song”
Hit dalla classifica degli extraterrestri con cheerleader
SCENA 15 “La pausa del fare teatro”
Anche gli extraterrestri si devono fumare una sigaretta!
SCENA 16 “Ora arriva il fantasma che lo ha fatto, l’ascia ancora nel cranio” Nessuno mi aiuta e ultimo silenzio cosmico
SCENA 17 “Ophelia caccia Amleto dal palco”
L’abituale fascismo della famiglia
SCENA 18 “Amleto caccia il popolo fuori dal teatro” non più in silenzio cosmico ovvero dell’abituale fascismo nella massa
SCENA 19 “Dovrei io perché è abitudine ficcare un pezzo di ferro”
Cazziatone portoghese di Ofelia ad Amleto in cucina
SCENA 20 “L’ultimissima chiamata”
Si cercano alcune cose perdute, un silenzio molto terrestre I
SCENA 21 “Lupi- Punks - Hannibals - Richards 1. 2. 3. 4. 5. 6. 8.”
Il discorso al popolo co(s)mico la sotto
SCENA 22 “Pina e Bausch (batuffolo) si uccidono al Café Müller”
Il dramma famigliare
SCENA 23 “Mussolini sull’elefante”
Vari pezzi di Müller per il popolo terrestre
SCENA 24 “Il Signor Amleto e il Signor Orazio/Polonio/Giegerich”
Camminata in vetrina con tamburo
SCENA 25 “Ophelia Ophelia - Televisione Televisione - Schifo Schifo - Coca Cola”
SCENA 26 “Due Ophelia e la tortura argentina”
Discorsi di rifugiate fra donne; Hamlet si trova sull’orlo della disperazione
SCHENA 27 “Il lavaggio con la terra”
Qualcosa a proposito della morte
SCENA 28 “La lunga solitaria camminata”
“Ulrike, Ophelia, Maria, Laura, Meinhof”
SCENA 29 “Il-piacere-finalmente-sola-merda”
Punto di vista “Io sono Ophelia Io”
SCENA 30 “Pest in Buda I sul campo di calcio”
Il secondo primo contatto con “Fabio” il terrestre
SCENA 31 “Pest in Buda II”
Il “Lo so solo tutto dalla televisione, ma è tutto vero” punto di vista nel silenzio terrestre II
SCENA 32 “Io ti amo-Ottobre senza pace”
Canzone d’amore
SCENA 33 “Alle Ophelie del mondo: insieme siamo forti e sole”
OPHELIA- Coro con marcia
SCENA 34 “Io voglio essere una donna e a modo”
Gli Hamlet chiedono la mano alle Ophelia
SZENE 35 „Willst du mein Herz essen und meine Seele nehmen“
Die Frauen geben nach essen und nehmen.
SCENA 36 “Unione con coltelli da macellaio”
1. canzone insieme per la pace degli alieni e dei terrestri
SCENA 37 “L’andare verso fuori ma dove?”
Tutti scendono dal palco e via teremendo silenzio cosmico III e fine.

segue

Hamletfabrik II
Hamlet: Maschine dal 28.12. 2009 al 10. 01. 2010
Officina e 4 Repliche: 07.01.; 08.01;.09.01. e 10.1. 2010
Theaterkapelle Friedrichshain - Berlino

Donnerstag, 16. Juli 2009

IN PARTENZA PER ROMA

Dalla Germania
1. Uwe Schmieder - direttore artistico
2. Nicole Janze - attrice
3. Natascha Zimmermann - attrice
4, Joachim kühne - musicista
5. Thomas Giegerich -attore
6. Andreas Kamp -attore - musicista
7. Juliane Kissner - attrice
8. Stephanie Hanna - scenografa - performer
9. Anete Colacioppo - attrice (Brasile)
10. Aurora Kellermann - attrice - interprete - traduttrice - organizzatrice (Italia)
11. Markus Götze - musicista
12. Clara Schmieder - Foto, Video
13. Joschi - Foto, Video
14. Richard Rabensaat - scenografo - performer
15. Franziska Huhn - autrice
16. Rike Eckermann - attrice
17. Sophie Weikert - attrice
18. Natalie Wassermann -autrice
19. Wolf Scheidt - attore
20. Carsten Wilhelm - attore
21. Jörg Tatjoe - attore
22. Valeria Klapproth (Schweiz) - assistente alla regia
Dall'Italia
1.Guido Iannuzzi - fotografo
2. Maria Grazia Ponzi - attrice
3. Tiziana Cesarini - attrice
4. Maria Laura De Bardi - attrice - organizzatrice
5. Fabio Massi - attore
6. Domenico Catano - musicista - direttore tecnico
7. Rossella
8. Claudio Oliva - fotografo
9. Vera Michela Suprani - attrice
10. Anna Fantozzi - attrice
11. Vincenzo Occhionero - attore
12. Sara Martini - attrice
13. Valentina Piazza - attrice

HAMLETFABRIK

La Hamletfabrik è un progetto teatrale internazionale che si svolgerà in 3 diverse fasi:
Parte I
03.8.- 11. 8. 2009 presso „csoa forte prenestino“ a Roma
- „Hamletmaschine“ Heiner Müller; 1977
- „Descrizione di un quadro“ Heiner Müller; 1984
Parte II
29. 12. 2009 - 09. 01. 2010 presso „Theaterkapelle Friedrichshain“ a Berlino
- „Hamletmaschine“ Heiner Müller; 1977
- „Descrizione di un quadro“ Heiner Müller; 1984
Parte III
01. Mai – 14. Mai 2010 presso „Fehre 6“ a Berlino
- „Helsingörer Gespräche“ Igor Kroitzsch; 2007
- „Hamlet“ - parti scelte W. Shakespeare

NNU FÄHRT NACH ROM - NNU PARTE PER ROMA

Dal 3 al 9 agosto il gruppo teatrale berlinese NNU (Necessario Nuovo Underground) sarà a Roma, al TeatroForte (Forte Prenestino), dove si svolgerà un laboratorio di ricerca aperto, prima tappa del progetto HAMLETFABRIK. Il materiale di lavoro saranno i testi "DESCRIZIONE DI UN QUADRO" e "HAMLETMASCHINE" di Heiner Müller.

LA CRISI INTORNO A NOI! LA CRISI IN NOI! ma: CI SIAMO NOI!

Tutti quanti vorranno interagire con questo tema sono invitati a condividere con noi questo processo di ricerca. Il pernottamento è umile, ma accogliente, ci occuperemo di noi e delle nostre necessità. Sotto la guida di Uwe Schmieder svilupperemo performance di teatro, danza, musica che verranno provate e performate davanti ad un pubblico. Tutti quanti vorranno esserci, sono invitati - e responsabili della propria arte. La tappa conclusiva del progetto è prevista a Berlino nel Theaterkapelle fra dicembre e gennaio. Qui in Germania saremo felici di ricambiare l'ospitalità ricevuta - e organizzarci come possiamo per farvi venire tutti da noi.

LABORATORIO DI RICERCA APERTO SU “DESCRIZIONE DI UN QUADRO” E “HAMLETMASCHINE” DI HEINER MÜLLER AL TEATROFORTE (FORTE PRENESTINO) A ROMA DAL 3 AL 9 AGOSTO 2009 DEL GRUPPO BERLINESE NNU (NECESSARIO NUOVO UNDERGROUND) SOTTO LA GUIDA DI UWE SCHMIEDER. IL LABORATORIO È APERTO A TUTTI - ARTISTI E NON. NON E’ ASSOLUTAMENTE NECESSARIO CONOSCERE IL TEDESCO, NE’ L’INGLESE. LA LINGUA UFFICIALE SARA’ QUELLA CHE CI PERMETTERA’ DI COMUNICARE FRA DI NOI, QUALUNQUE ESSA SIA.

PER INFO SCRIVERE A teatroforte@forteprenestino.net - leffimera@gmail.com - www.neuernotwendigeruntergrund.de

PRESENTARSI A ROMA

Le righe che seguono sono considerazioni, non sono bugie. Sono brandelli di frasi buttate lì per essere provocazioni nella discussione a Roma. Sono espressamene pensate per generare domande su domande, per dover dare risposte pubbliche.
Per abbattere i propri pregiudizi,
sulla propria e sull’altrui infanzia
oppure per una individuale soddisfazione della materia grigia.
È un lavoro su di sè e sui testi „Hamletmaschine“ e „Descrizione di un quadro“.
Per il progetto „Hamletfabrik“ che si svolgerà a Berlino tra dicembre 2009 e gennaio 2010.
Che tutte le strade portano a Berlino - passando per Roma!



„Descrizione di un quadro“ è un testo riguardante la QUIETE dopo un’esplosione?
„Hamletmaschine“ è un testo riguardante il RIFIUTO dell’esplosione, che però attraverso l’NNU porterà anche ad un’esplozione?
Siamo, vogliamo essere l’ESPLOSIONE?
Entrambi i TESTI sono farciti di domande su domande e ancora di più con la ricerca di SOLUZIONI?
Esplodono i CERVELLI?
Sfumano le IMAMGINI?
Tacciono le PAROLE?
URLANO i sordomuti?
Uccidono UOMO e DONNA?
DI COSA si tratta, alla fine?
Come quindi si va avanti con il MONDO e cosa comincio io laddentro?
VITA?
ARTE?
RISULTATI della nostra vita?
porre DOMANDE supportare DOMANDE
Rispondere o rifiutare RISPOSTE
Filtrare L’IMPORTANTE
Nel GIOCARE/RECITARE insieme
Con 40 gradi?
È questa la nostra SFIDA?

QUIETE RIFIUTO ESPLOSIONE TESTI SOLUZIONI CERVELLI IMAMGINI PAROLE URLANO UOMO DONNA DI COSA! MONDO
VITA ARTE RISULTATI DOMANDE DOMANDE
RISPOSTE L’IMPORTANTE 40 GRADI SFIDA

APPUNTI PER IL LAVORO A ROMA

Il lavoro a Roma su DIE HAMLETMASCHINE e BILDBESCHREIBUNG dovrebbe essere la ricerca di una relazione teatrale con un luogo fittizio - l’ineluttabile inferno - nella lotta fa coscienza e sottocoscienza nel momento il cui la legge della storia del movimento e del passare del tempo si manifestano con il famoso ritorno (e riconoscimento!) dell’uguale.
I punti di partenza del nostro lavoro sono:
Che i morti disturbano e offendono i vivi con un’ombra che sempre si realizza, così che sia il passato a definire il futuro, che non può essere liberamente scelto e strutturato da chi lo vive, e questo porta subito ad entrare nella dimensione del fallimento.
La profondità della relazione di questo concetto con la tragedia greca, cosa che vale la pena illuminare. H. Müller abbandona ogni struttura narrativa per ricercare i meta-piani. Müller si inserisce dopo la storia, d o p o il conflitto. Il suo Amleto, l’UOMO, la DONNA dal Bildbeschreibung non sono più fra ostacoli e impulsi all’azione, tra spontaneità e riflessione, al contrario possono solo ragionare: sul testo, sulla morte, sul teatro. In una sorta di statica storia entra in scena Amleto nella Hamletmaschine, è al di fuori del suo ruolo. È al di sopra dei problemi morali e pratici della classica situazione amletica. A Müller non interessano le nuove interpretazioni del materiale teatrale, bensì costituise il suo testo come un inutile, irrecitabile finale di partita. Se il problema dell’azione dell’amleto classico (l’azione spontanea lo rende asssassino, l’indugio porta alla strage alla fine della piece) è interpretabile, attraverso la valutazione di possibili soluzioni in luoghi teatrali diversi, questi stessi luoghi non sono più dati nel testo di M. scritto di fronte alla pietrificazione della sua terra DDR all’irrigidimento die due superpoteri politici che sfociano nella guerra fredda, la spada di damocle dell’arma atomica.

Le domande ne “Descrizione di un quadro” che interrogano l’a z i o n e, lo sguardo che la scruta, non si pongono più in Müller ogni luogo dell’azione, ogni presa di parte diventa superflua fra i due fronti e da ogni lato del fronte. Il per e il contro sono sollevati ogni situazione è limitata, l’io è senza speranza interscambiabile. In un tempo in cui lo schifo provato è fatto privilegio. Allo stesso modo entra ofelia e risulta la somma di esperienze estreme, del dolore, della perdita. E infine ofelia incarna elettra. Non si è più salvati dalla filosofia, non può più nulla, non offre più orientamento in questo stato di abbandono tra le cicatrici della battaglia del consumo.

una settimana di ricerca comune - uno spazio libero dal quale chiunque può entrare uscire - un lavoro pubblico, mai a porte chiuse - una continua festa che celebra la perdita di senso - la prima tappa di un viaggio che ricomincia sempre - il tradimento al regno della lingua - ancora un’occupazione

NNU - Nuovo Necessario Underground

Il gruppo di artisti del NNU lavora sotto la direzione di Uwe Schmieder già da ormai quasi 7 anni in maniera continuata con artisti e amici di diverse provenienze e formazioni. Dalla sua formazione ci sono stati diversi incontri lavorativi che sono stati mostrati ad un pubblico sempre interessato (vedere cronologia). Spettacoli teatrali, performances, rivista politica, letture nello spazio, concerti punk, feste d’arte e altri numerosi eventi compaiono nel curriculum. L’invenzione di spettacoli surreali e situazioni di vita di persone interessanti, la ricerca di storie e avventimenti emozionanti nel nostro ambiente, la creazione di momenti divertenti nelle prove insieme, spesso aperte al pubblico, definiscono il processo di lavoro e più tardi anche il mostrare quello che insieme abbiamo scoperto. L’obiettivo del nostro lavoro insieme è quello di sviluppare un teatro e una recitazioni moderni nei quali la noia non trova posto. Mezzi espressivi del teatro antico, come il coro parlato o cantato viene riscoperto e utilizzato. I nostri mezzi sono quelli del teatro fisico, della musica dal vivo, ma anche quelli statici del moderno teatro di parola. In questo nostro campo utilizziamo parallelamente diverse tipologie di teatro, senza che l’una possa escludere l’altra. Così un necessario, nuovo e assolutamente sotterraneo teatro può realizzarsi per il nostro pubblico, i nostri artisti e le nostre vite.
È un dato di fatto:
Il DIFFICILE nella VITA/nel TEATRO è il RESISTERE.
Il DARE RISPOSTA a DOMANDE poste, il NONFARNIENTE nel FARE e la PAURA della NOIA nello SPAZIO che si guarda. Tutte queste cose ci mettono di fronte a PROBLEMI teatrali. Quando la vita/il teatro sono messi in pratica, vengono le PERSONE e hanno, con diritto, alte ASPETTATIVE rigrardo a ciò che viene rappresentato. Cosa si recita OGGI? PERCHE’ viene recitato? CIO’ CHE VIENE MOSTRATO dovrebbe piacerci, e cosa dovrebbero raccontarci il QUI e ORA? NESSUNO sopporta più una situazione difficile e insuperabile e il proprio stillstand. La QUESTIONE DI FONDO è sempre in primo luogo più semplice, insieme porsi domande e proporre semplici SOLUZIONI, così come insieme ad altri TACERE al proposito. Lasciare le domande irrisposte, il TACERE, il SILENZIO, la RESISTENZA alle crisi sono momenti importanti per le nostre vite/i nostri teatri e NESSUNO deve avere per le domande poste sempre una risposta risolutiva immediata. Sarebbe noioso, troppo semplice e per niente ECCITANTE. Il problema sociale/teatrale è proprio: se nella vita/nel teatro non vengono proposte soluzioni plausibili ai problemi, sopraggiungono e DISINTERESSE. Fra le persone /gli spettatori si diffondono PAURA e STRESS, e per NOI, gli artisti, non è più possibile alcun libero PENSIERO. Ma proprio in questo momento di pensiero comune, nella comune sopportazione del nulla e la propria si fanno le ESPERIENZE e si formano CONOSCIENZE. Questo richiede naturalmente CORAGGIO da parte di tutti. Ma anche da questo coraggio SOTTERRANEO può ridefinirsi un TEATRO, un TEMA, uno SPETTACOLO. Sicuramente è difficile lasciarlo accadere, ma è NECESSARIO. Perchè quando lasciamo il NULLA, accade MOLTO di nuovo.

Cronologia 2003-2009
2009
- „Workshop a Roma“ sui testi „Descrizione di un quadro“ e „Hamletmaschine“ di H. Müller, direzione artistica Uwe Schmieder con l’ensemble dell’NNU
- „Die Umsiedlerin“ da H. Müller;
Occupazione artistica pubblica del Theaterkapelle in Friedrichshain direzione artistica Uwe Schmieder
2008
- „Annuncio di morte e altri pezzi“ da H. Müller; Regia: Uwe Schmieder
2007

- „Mostri, Pianoforti, Esplosioni“ da U.B. Kant; Regia: Uwe Schmieder
2006

- „NO FEAR- Punk“ concerto teatrale/collage punk da H. Müller; Regia: Uwe Schmieder
- „Iphigenia tauride“ di R.W. Fassbinder; Regia: Uwe Schmieder

2005
- „ERNST“ I. Kroitzsch Regie: Uwe Schmieder
- „Vita e morte di Peter Göring“ Th. Brasch /L. Trolle; Regia: Schmieder

2004
- „Hyänenherz/ Sogno di un Kamikaze” P M Waschkau; Regia: Kroesinger
- „Arsenik.Blüten.Projekt“ – di Danielle Sarréra; Regia: Waschkau/ Schmieder
-„Dov’è il domani che abbiamo visto ieri“ da H. Müller Regia: Uwe Schmieder
- „30 anni - Weltjugendfestspiele 73“ ; Regie: Uwe Schmieder

2003 Fondazione del „Notwendigen Neuen Untergrund“
attraverso numerose discussioni e performance artistiche, tra queste:
- „Sitzt einer und denkt es sind zwei“ Performance di e con Dieter Kölsch
- 1. Intern. Kongress zum Mythos Danielle Sarréra Leitung & Initiator: P M Waschkau
- „Hass & Sexualität“ – Performances con H. Harzheim Chady Seubert, Ines Burdow
- „Subkultur im Over & Underground“
- „Tod & Texte“ Performance di Rainer Gross, Igor Kroitzsch, Adriana Bohocki
„Sub.Versionen“ – Performance di Stefan Liebermann, Franziska Naumann

DEFINIRE L'UNDERGROUND

L’undergournd, il terreno di sotto, è sempre decisivo per la riuscita di un piano - è sotto, nelle profondità. Su di questo tutto si costruisce, ogni strato, e tutto l’insieme. È lì dal principio e nulla si può fare senza. Il sotterraneo è importante e nel relazionarvici bisogna prestare molta attenzione. Che più il sotterraneo è solido, più si può andare in alto con la costruzione. Tutto quello che viene dopo vi si appoggia. Funziona come le fondamenta.
Per prima cosa è necessario rivalutare tutto quello che è stato prima costruito, e se necessrio ci saranno delle demolizioni da fare. Questo richiede una certa radicalità, ci si occupa dello strato sottostante per definire se sia ancora strettamente necessario o se debba invece lasciare spazio al nuovo. Perchè è necessario che ci sia qualcosa di nuovo e necessario perchè si costruisca il bello.
Fino alla fine degli anni 80 con U. si intendeva un’estetica del lavoro sotterraneo nella società strettamente connessa a principi politici e ideologici. Era parte della società in una contraria o alternativa forma di vita. Oggi questa cultura della vita e del lavoro è completamente sparita, che da solo l’U non riesce più a sopravvivere e a sopportare la propria povertà di mezzi. La morte di questa cultura sotterranea può essere evitata solo con grandi fatiche e con un idealismo che probabilmente non era mai stato presente. Tutto quello che di questo movimento è sopravvissuto, è ora integrato in precisi contesti più o meno ufficiali.
Il programma dell’nnu si piazza nel „rischio dell’autentico“ che qualcosa bisogna dirlo, che non esistono compromessi estetici, non ci sono livelli di gusto da rispettare e soprattutto non ci sono aspettative da accondiscendere. Nel momento in cui il teatro mira ad assecondare aspettative, si mette a servizio di standard contenutistici o estetici, in quel momento il teatro ha perso.

La nostra definizione di autenticità non è nuova, ma proprio oggi necessaria, se non vogliamo che la nostra idea di teatro nuoia. Il nostro concetto di U non ha niente a che vedere con il romanticismo buhemienne o le pose da Outlaw del diciannovesimo secolo. Significa materiale performativo grezzo, con tutti i suoi angoli e i suoi spigoli. Definisce uno spazio in cui la „professionalità“ è una necessità - e mai una parola che censura.
Uwe Schmieder

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